Vorrei porre un quesito sulla possibilità di applicare l’intestazione temporanea di un veicolo immatricolato a uso proprio, intestato a una ditta inattiva, in corso di liquidazione. Nel caso specifico, il veicolo viene condotto da un componente familiare del titolare della ditta. Dalla visura camerale, come già detto sopra, la ditta è inattiva, in corso di liquidazione e nominato un amministratore/liquidatore con pieni poteri. In questo caso, è applicabile l’art. 94 c. 4 bis del Cds? La difficoltà è dimostrare l’uso esclusivo per 30 giorni, ma nel caso in cui venga sorpreso a circolare più volte, superando i 30 giorni complessivi tra i vari accertamenti, è configurabile la violazione?
Per poter rispondere in maniera esaustiva al quesito sarebbe opportuno conoscere in maniera più approfondita alcuni aspetti dalla questione.
In primis, accertare se la ditta risulti a conduzione familiare. In tal caso, il componente familiare, se inquadrato come figura giuridica nel contesto societario (socio, collaboratore, dipendente…), potrebbe continuare a guidare il veicolo in questione fino alla chiusura della società e con l’eventuale consenso dell’amministratore/liquidatore.
In secundis, sarebbe opportuno verificare quale uso e/o destinazione economica del veicolo sia riconducibile con l’utilizzo dello stesso da parte del collaboratore familiare. Difatti, qualora fosse accertato, ad esempio, che il veicolo sia stato utilizzato a uso esclusivo e personale da parte del collaboratore familiare per più di trenta giorni con una destinazione d’uso diversa rispetto a quella originale, sarebbe ipotizzabile applicare l’ipotesi sanzionatoria di cui all’art. 94 comma 4 bis, del Codice della strada. (f.d.)



