Coronavirus, Russo (Silpol): chi salvaguardia la polizia locale?

L’emergenza Coronavirus – Covid 2019 ha portato i Comuni italiani a incaricare le polizie locali a controllare il territorio al fine di salvaguardare la salute pubblica.

Disposizioni che portano gli agenti della polizia locale ancora di più in prima linea nelle attività di vigilanza e repressione.

 “Chi tutela la polizia locale Italia?”, è il testo dell’intervento di  Sebastiano Russo,  segretario Nazionale del Silpol nel quale fa emergere la discrepanza nelle misure ministeriali e le indicazioni date ai diversi corpi di polizia.
“Appare di tutta evidenza nel sistema organizzativo e dispositivo la discriminazione operata, ancora una volta, nei confronti degli operatori di polizia locale, le cui modalità d’intervento risultano alquanto frammentarie e legate alle disposizioni dei singoli sindaci nella loro qualità di massima autorità sanitaria locale, mentre per le Forze di polizia statali, nel merito, è stata  – scrive il segretario Russo –    ulteriormente ed omogeneamente prevista una puntuale disciplina con la nota della direzione Centrale Sanità del Ministero dell’Interno, Dipartimento Pubblica Sicurezza n. 1596 del 22 febbraio 2020. Occorre, infatti, evidenziare l’ulteriore disparità di trattamento tra gli Operatori di polizia ad ordinamento statale e quelli della polizia locale sprovvisti, questi ultimi, nella stragrande maggioranza dei casi dei minimi D.P.I.,
pur essendo in altrettanta misura impegnati ed esposti ai rischi attualmente esistenti”.


“Si è soliti dire che la Polizia Locale è il front-office dell’Amministrazione Comunale. Quindi sorge spontanea una domanda: – s’interroga il numero uno di Silpol –  come fare sicurezza e prevenzione sanitaria se chi la dovrebbe fare è egli stesso esposto al medesimo tipo di rischi? Mentre la tipologia di poliziotti stricto sensu e di lavoratori del vasto Comparto Sanità hanno avuto specifiche direttive compartimentali, i lavoratori degli Enti locali, tra cui sono compresi i poliziotti locali, nel pieno dell’emergenza virale ed epidemica devono solo “prendere atto che il Ministero della PA sta mettendo in atto tutte le misure che servono a bilanciare l’imprescindibile esigenza di proteggere la salute e garantire la sicurezza dei luoghi di lavoro con la necessità di mandare avanti la complessa macchina dello Stato e di assicurare i sevizi essenziali, di cui il Paese ha bisogno” (Direttiva Dadone del 26 febbraio u.s.)”.

“Non si può continuare – scrive il segretario Silpol  –  ad avallare una tale discriminazione, soprattutto se questa è direttamente legata alla tutela della salute di chi opera nel rispetto di ciò che prevede la stessa Costituzione. Discriminazione costantemente
richiamata alle SS.LL. in innumerevoli altre occasioni, al fine di ottenere la necessaria ed adeguata equiparazione dei profili, istanza, ahinoi, lasciata sempre in coda nei capitoli delle cose da fare e mai realizzata”. 

“La Polizia Locale Italiana, operativa in 8000 Comuni, continuerà a non lesinare la propria disponibilità ed il proprio impegno, come da sempre avviene in condizioni ordinarie e straordinarie, soprattutto in questa particolare e delicata evenienza, ma – conclude Russo –  certamente diventa sempre più irrinunciabile ed improcrastinabile che si ponga mano ad una riforma seria e rigorosa, che qualifichi e tuteli il lavoro dei suoi operatori. 

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