Genova – “Questa mattina l’assistente di polizia municipale Roberta Canevelli, in forze presso l’Autoreparto del Corpo, è riuscita, dopo una lunga opera di persuasione condotta sul tetto di un edificio, a convincere una donna, aspirante sucida, a desistere. Solo la sua prontezza nel riconoscere da lontano, mentre era di pattuglia con un collega, in corso Italia, le vere intenzioni della straniera (badante dell’anziana proprietaria dell’appartamento) le ha permesso di raggiungerla non senza difficoltà e, in seguito, di convincerla ad abbandonare il proposito di lanciarsi di sotto da un’altezza di quasi 20 metri. In ausilio sono arrivati anche agenti della polizia di Stato e vigili del fuoco”.

Formazione – “Siamo orgogliosi della preparazione e della prontezza di spirito che ha saputo dimostrare l’assistente Canevelli – dice l’assessore alla Sicurezza Stefano Garassino -. Gli agenti del nostro corpo di polizia municipale sanno sempre dimostrare di essere all’altezza di ogni situazione, anche quelle più difficili. Voglio sottolineare quanto sia fondamentale la formazione di ognuno di loro. Intendiamo incrementarla e migliorarla sensibilmente. All’assistente Canevelli vanno i ringraziamenti dell’Amministrazione e i complimenti per aver saputo intervenire in una situazione delicatissima salvando, di fatto, una vita”.

Trattamento sanitario – “Gli agenti dell’Autoreparto del Corpo – dice il comandante, Giacomo Tinella – sono formati, con aggiornamenti annuali, sia sulle tecniche fisiche, che sono incentrate sull’esigenza non solo di difendersi dai colpi, ma anche di limitare al massimo le conseguenze per le stesse persone che devono essere sottoposte al trattamento sanitario obbligatorio, sia su quelle psicologiche per approcciare le persone malate che danno in escandescenza e mettono in atto comportamenti violenti, o, come in questo caso, autolesionistici”.

Attività – “Quello degli agenti dell’Autoreparto che si occupano dei Tso è compito delicato, perché devono trattare con soggetti malati che vanno assistiti nel loro stesso interesse e prima che facciano del male a se stessi e agli altri. Persone che è difficile far ragionare. Molti sono “habituée”, persone che spesso rifiutano le cure e che quando le ricevono – perché le accettano (restano in ospedale al massimo 5 giorni) o perché vengono imposte dal medico specializzato (uno psichiatra) per cui restano in terapia 15 giorni – non risolvono comunque in modo definitivo il loro problema. La malattia mentale non è facile da affrontare e quasi mai esiste una soluzione definitiva. I Tso sono circa 400 l’anno. Gli agenti che si impegnano in questa attività hanno un’elevatissima professionalità. Uno di loro è insegnante di arti marziali, due le praticano, uno pratica il pugilato. Gli altri intervengono potendo contare solo con la formazione fisica fornita dal Corpo. Formazione anche psicologia, come nel caso del corso frequentato da Roberta Canevelli”.

Fonte articolo: http://www.genovapost.com/mobile/Genova/Cronaca/Donna-pronta-a-buttarsi-dal-tetto-121940.aspx

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