Milano, Barbato si sfoga: «Sono stato un argine, vado via. Ma ora può succedere di tutto»

L’ex comandante dei vigili urbani: «Non mi hanno cacciato, il mio passo indietro causerà strascichi nel corpo»

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«No, non ha senso che parli adesso». Antonio Barbato affida a un sms la sua decisione di non concedere un’intervista nel giorno in cui si è sfilato di dosso la divisa del ghisa. Ma più passano le ore e più aumenta la delusione, l’amarezza e soprattutto la rabbia. Legge le agenzie che riportano i commenti dei politici: «Barbato cacciato dal sindaco Sala». «Barbato licenziato».«Ma che cacciato, ma che licenziato! Sono tutte balle. Ho preso atto del parere del Comitato per la Trasparenza e la Legalità e ho deciso di fare un passo indietro. È stata una scelta mia. Il sindaco mi ha rinnovato la sua stima per il lavoro fatto in Comune. Sicuramente mi è dispiaciuto che Gherardo Colombo non mi abbia voluto ascoltare».

Ha però letto il suo memoriale…
«Sono l’unico che non ha letto le carte non sono mai stato ascoltato dal Comitato: se fossi stato convocato, almeno mi sarei potuto difendere, avrei fornito qualche spiegazione. Dopo 35 anni di servizio, era doveroso ascoltarmi. Se penso che il comandante generale dei carabinieri Tullio Del Sette è stato toccato dall’inchiesta Consip ed è ancora al suo posto, com’è giusto che sia….».

E adesso che farà?
«Adesso me ne vado in ferie. Sono tre anni che non faccio vacanze. In servizio per 24 ore al giorno per sette giorni alla settimana sia per questa amministrazione sia per la precedente. Ma a settembre…»

Che succede a settembre? 
«A settembre comincia la mia battaglia legale per ripristinare la verità. Sono stato diffamato con ricostruzioni pazzesche come quella che Palmieri sarebbe intervenuto sul presidente del Consiglio comunale, Vincenzo Giudice per fare spostare mia madre in un altro ospedale. Giudice è diventato consigliere nel 1997, mia madre è morta nel 1990».

Partono le querele?
«Adesso tutto il tempo libero che ho lo utilizzerò per riabilitarmi da questa settimana di fango e insinuazioni che ho dovuto subire. Contro di me sono state usate parole di grande virulenza e ora non escludo di far partire diverse cause per diffamazione perché la mia onorabilità viene prima di tutto».

Entriamo nel merito dei fatti. Perché ha acconsentito al pedinamento del suo collega vigile Cobelli?
«Mi spieghi piuttosto lei che necessità avrei avuto di far pedinare Cobelli che avevo già denunciato. Non è mai stato dato seguito al pedinamento. E forse chi mi ha proposto di far seguire Cobelli aveva i suoi interessi. Non aveva l’indirizzo di Cobelli e lo chiedeva a me, perché evidentemente non lo poteva chiedere direttamente alla Cisl a cui Cobelli era iscritto».

In cambio avrebbe promesso all’imprenditore nel campo della sicurezza, Alessandro Fazio (arrestato, ndr) aiuti per le gare del Comune.
«Nessuna promessa e nessun aiuto. Anche qui la storia che avrei pranzato con Fazio è una balla. Fazio ci ha raggiunti alla fine del pranzo per prendere un caffè invitato da Domenico Palmieri (il sindacalista facilitatore finito agli arresti ndr). Mi ha chiesto informazioni su come partecipare alle gare del Comune e niente più».

Che succede adesso?
«Adesso mi metto alla finestra e guardo. Evidentemente non si rendono conto di quello che succederà nel corpo della polizia municipale. Io sono stato un argine. Sono nato nel corpo e ho lavorato nel corpo per 35 anni. Il mio passo indietro provocherà uno strascico enorme tra i colleghi».

Chi sarà il nuovo comandante?
«Non lo so, prendano chi vogliono. Ma il corpo lo respingerà. Se sarà un esterno sarà vissuto male soprattutto in un momento come questo con in ballo la riorganizzazione della polizia municipale».

Fonte articolo: http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/17_agosto_04/milano-barbato-si-sfoga-sono-stato-argine-vado-via-ma-ora-puo-succedere-tutto-d1f7ac68-7879-11e7-8ef0-c9b41f95269b.shtml

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