Il suo compito non è dei più agevoli. Tra qualche giorno Roberto Finardi erediterà dalla sindaca la delega alla polizia municipale. E si troverà, di fatto, a gestire le scorie del dopo piazza San Carlo: un corpo, i vigili, in subbuglio e con un comandante provvisorio; procedure di sicurezza da rivedere; ricorsi giudiziari.

Un clima da resa dei conti, che inevitabilmente parte dalla testa. Alberto Gregnanini, per anni vice comandante e dal 2012 a capo dei vigili, è andato in pensione ma è rimasto a Palazzo Civico come consulente della sindaca per la sicurezza. Al suo posto, provvisoriamente, c’è Ivo Berti, il più anziano tra i vice comandanti, prossimo alla pensione. La procedura per individuare il nuovo comandante è in corso ma l’esame delle candidature avrebbe dovuto cominciare a inizio maggio e invece è stato posticipato a fine giugno, anche perché c’è chi contesta la strada scelta dal Comune sostenendo che si sarebbe dovuta avviare innanzitutto una selezione interna.

Non solo, lo stesso nuovo incarico di Gregnanini sta vacillando un po’: nel Movimento 5 Stelle sono in molti a considerarlo troppo legato alle precedenti amministrazioni e vorrebbero da Appendino (e ora anche da Finardi) un segno netto di discontinuità. In questa battaglia trovano ampie e ramificate sponde dentro il corpo dove – come ovvio – Gregnanini gode di tanti estimatori e altrettanti detrattori. Certo è che da alcuni giorni il fuoco dei sindacati autonomi dei vigili, il cui peso è cresciuto negli anni rispetto alla triade Cgil, Cisl e Uil, si è fatto martellante. E pesante: Silpol e Csa accusano esplicitamente l’ex comandante del caos di piazza Castello, frutto di un atteggiamento giudicato come minimo morbido rispetto ai venditori abusivi, che sabato scorso hanno agito indisturbati vendendo quintali di bevande in bottiglie di vetro. Secondo Csa e Silpol aver sciolto negli anni scorsi il nucleo mercati e il nucleo progetti operativi,che si occupavano direttamente della lotta agli abusivi, farebbe parte di questa strategia di scarso contrasto.

Il malessere è così profondo che contro il Comune pendono due ricorsi al Tar firmati da due distinti gruppi di vigili, entrambi contro la selezione interna avviata per individuare 50 nuovi commissari. Accusano l’amministrazione di aver scelto di non indire un concorso ma una selezione interna che ha tagliato fuori gli ispettori. In più, chi ha partecipato al bando, si è rivolto ai giudici per contestare come si è svolto: ai fini del punteggio finale possedere una laurea o una certificazione informatica europea era analogo; la prova orale avrebbe avuto una rilevanza esorbitante, dando alla commissione una estrema discrezionalità nella scelta. Infine, particolare che non entra nei ricorsi ma costituisce argomento di polemica, tra i vincitori ci sarebbe un numero anomalo di delegati sindacali.

La battaglia è in corso ma i ricorrenti hanno ottenuto un primo punto: il Tar ha respinto le eccezioni dei Comune e fissato l’udienza. Nel frattempo, nonostante la procedura si sia chiusa il 20 aprile, i contratti non sono ancora stati firmati. Un’altra grana sul tavolo del nuovo assessore.

Fonte articolo: http://www.lastampa.it/2017/06/11/cronaca/vigili-urbani-nella-bufera-dopo-piazza-san-carlo-nuclei-smantellati-e-ricorsi-al-tar-KdLqqd3ZJSViRyjVDM9VWP/pagina.html

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