Resta in carcere Franko Della Torre, il pirata della strada che domenica scorsa ha travolto e ucciso con un Suv lanciato a folle velocità un’altra auto in viale Monza, lasciando agonizzante un uomo di 57 anni, Livio Chiericati, morto poco dopo in ospedale. L’uomo ha infatti un “profilo criminale allarmante” spiega il gip di Milano, Valerio Natale, nell’ordinanza con cui, come chiesto dal pm, Francesco Cajani, ha convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare in carcere dell’uomo.
Secondo il giudice per le indagini preliminari l’uomo è stato “incapace di assumersi qualsiasi responsabilità anche se la vittima dello schianto da lui causato era rimasta incastrata nel veicolo”. Nel provvedimento, tra l’altro, il gip fa notare che il “profilo criminale” di Della Torre è “testimoniato dai suoi precedenti penali”, dal fatto che l’auto che guidava quella mattina è risultata “intestata ad un prestanome” e “dall’esercizio ancora poco chiaro di una sua attività illecita”. Il riferimento è a quei soldi finti trovati nella sua abitazione e al fatto che un testimone avrebbe visto l’uomo all’alba di domenica, portare via una valigetta dall’auto dopo lo schianto.

Il giudice ha dunque confermato l’imputazione di omicidio stradale aggravato dalla fuga, dall’essere passato con il rosso al semaforo e dalla velocità elevata, chiarendo che non c’è alcun dubbio “sulla dinamica” dell’incidente e che la versione resa dall’indagato è stata “sistematicamente smentita” dai fatti. Della Torre si era infatti giustificato parlando di un “colpo di sonno” ma secondo il gip se avesse “davvero voluto mettersi a disposizione” della polizia “avrebbe potuto segnalare la sua presenza” al presidio delle forze dell’ordine dell’ospedale in cui si è recato, invece lì avrebbe soltanto detto genericamente di essere rimasto “coinvolto” in un incidente.

E’ stato, dunque, prosegue il gip nel suo provvedimento, “incapace di assumersi le sue responsabilità sia nell’immediatezza” dell’incidente “terribile” che successivamente, quando è scappato. Tanto che la sua compagna ha cercato anche “di presentare una falsa denuncia di furto” dell’auto. Nel suo provvedimento, inoltre, il giudice riporta la testimonianza di una persona che ha parlato della “velocità folle” con cui viaggiava l’auto, presumibilmente sopra i 100 km/h (ma ci vorrà una consulenza cinematica per stabilirlo con certezza). Un altro testimone, poi, ha raccontato che quel mattino si è “affacciato dalla finestra” e ha visto Della Torre “allontanarsi barcollando”, ma soltanto “dopo aver recuperato un qualcosa dal veicolo”. Il sospetto degli inquirenti è che l’uomo, difeso dai legali Gianluca Fontana e Saverio Ventura, abbia portato via dalla sua auto una valigetta o una borsa perché non voleva che venisse trovata. Domani verrà eseguita l’autopsia sul cadavere della vittima.

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